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Il geriatra: chi è, cosa fa, quando contattarlo?

Il geriatra: chi è, cosa fa, quando contattarlo?

La terza età è una fase della vita caratterizzata da cambiamenti fisici e mentali. Sebbene l’invecchiamento sia diventato molto più lento rispetto al passato, grazie ai progressi medici e alle nuove tecnologie che favoriscono una vita più attiva e longeva, l’arrivo della terza età porta con sé nuovi bisogni e problematiche legate alla salute.

La geriatria è la branca della medicina specializzata nella cura degli anziani. Se una persona anziana si trova ad affrontare una qualsiasi difficoltà, affidarsi a un geriatra è la scelta migliore da compiere. Il geriatra sarà capace di offrire alla persona un supporto fondamentale in qualità di medico competente e specializzato nel settore.

Il geriatra, infatti, è un medico capace di valutare e gestire i bisogni della terza età in maniera adeguata e professionale. Si occupa della salute fisica, ma anche psicologica e sociale del paziente, tenendo conto di tutti quei fattori capaci di incidere direttamente o indirettamente sulla sua vita. Questa figura professionale risulta dunque sempre più importante, soprattutto con l’invecchiamento progressivo della popolazione italiana. Secondo le stime recenti, entro il 2030, un quarto della popolazione avrà superato i 65 anni, rendendo l’assistenza geriatrica una componente essenziale del sistema sanitario. Il geriatra rappresenta un sostegno fondamentale per migliorare la qualità di vita degli anziani, man mano che la loro età avanza.

Gli anziani necessitano di un approccio altamente personalizzato, poiché le situazioni nelle quali si possono trovare sono estremamente variegate. Spesso, in uno stesso paziente, coesistono più malattie croniche, che richiederebbero l’intervento di vari specialisti. Il compito del geriatra è dunque quello di coordinare una terapia che migliori la qualità di vita dell’anziano, riducendo il rischio di complicazioni. Inoltre, il geriatra valuta l’impatto che la sfera sociale e relazionale ha sulla salute generale dell’anziano, considerando anche i recenti cambiamenti che hanno visto un incremento della solitudine e dell’isolamento sociale, specialmente dopo la pandemia da COVID-19.

Per prima cosa, il medico deve stabilire quali siano le condizioni di salute dell’anziano, in modo da definire un piano terapeutico efficace e funzionale. Per questo motivo, esamina non soltanto gli aspetti fisici del paziente, ma anche quelli psicologici e sociali, sottoponendolo alla valutazione multidimensionale geriatrica (VMD). Vari sono i fattori che influiscono sulla vita di una persona anziana: il geriatra analizza dettagliatamente l’emotività dell’anziano e percepisce sintomi di insonnia, irritabilità o depressione. Alcuni di questi segnali vengono spesso considerati semplici conseguenze dell’invecchiamento, ma possono invece nascondere patologie da affrontare tempestivamente. Negli ultimi anni, è stato posto un crescente accento anche sul ruolo del geriatra nella gestione delle patologie neurodegenerative come l’Alzheimer, che richiedono un monitoraggio costante e l’adattamento delle cure.

L’obiettivo del geriatra è permettere il mantenimento dell’autonomia personale da parte del paziente. L’anziano dev’essere il più autonomo possibile, per il maggior tempo possibile. Dopo aver effettuato una diagnosi completa, il geriatra definisce un piano terapeutico e si assicura che l’assunzione contemporanea di più farmaci, fenomeno noto come “polifarmacoterapia”, non scateni effetti collaterali dannosi. Questo aspetto è diventato particolarmente rilevante negli ultimi anni, con l’aumento di farmaci innovativi e trattamenti specifici per le patologie croniche.

Spesso il geriatra collabora con altre figure professionali come cardiologi, fisioterapisti, nutrizionisti e neurologi, ed è in contatto con il medico di famiglia del paziente, che conosce la storia clinica e familiare dell’anziano. A differenza del medico di famiglia, però, il geriatra adotta un approccio clinico olistico, che si focalizza sulla totalità della persona, sui suoi comportamenti e abitudini per monitorare e gestire il processo di invecchiamento psico-motorio. Oggi, grazie a strumenti di monitoraggio digitale e telemedicina, il geriatra può anche tenere sotto controllo i pazienti a distanza, riducendo la necessità di visite frequenti e intervenendo tempestivamente in caso di anomalie.

Ma quando contattare un geriatra? Quando è giunto il momento di sottoporsi a una visita geriatrica? Spesso, come già accennato, alcuni sintomi vengono sottovalutati e considerati semplici conseguenze dell’invecchiamento. In realtà, non è sempre così. Se una persona anziana cade spesso, ha difficoltà nell’alimentazione, vive stati confusionali o perde progressivamente la capacità di deambulazione, è importante contattare un geriatra ed effettuare una visita. Nel 2025, anche la prevenzione gioca un ruolo fondamentale: molte famiglie scelgono di rivolgersi a un geriatra anche in assenza di sintomi acuti, per effettuare controlli regolari che possano prevenire problematiche future.

Quando lo stato di salute fisica o psichica di una persona anziana causa invalidità o fragilità, è consigliabile rivolgersi a un professionista per cercare di migliorare la qualità della vita del paziente. A volte prendersi cura di persone anziane affette da patologie croniche o disturbi cognitivi può causare un forte stress alle persone che le circondano e le assistono. Anche in questi casi, è utile consultare un geriatra: la sua valutazione aiuta non solo il paziente, ma rappresenta un valido supporto per tutta la famiglia. Oggi più che mai, il geriatra è in grado di fornire un aiuto prezioso per gli anziani che devono seguire terapie complesse, verificando che le cure non siano in conflitto tra loro e adattando i trattamenti in base all’evoluzione delle condizioni del paziente.

Durante la visita geriatrica, è importante la presenza di un familiare che possa aiutare il geriatra a ricostruire la storia clinica e quotidiana del paziente, fornendo informazioni utili sulla sua routine e sulle eventuali problematiche. I familiari sono invitati a fare domande, sciogliendo ogni dubbio riguardante terapie o gestione del paziente. In un’epoca in cui le risorse informative sono ampie, non ci sono domande banali: essere informati aiuta ad affrontare con serenità il futuro.

 

 

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