La pandemia che sta imperversando a livello mondiale colpisce senza distinzioni di ceto sociale, genere, età anagrafica. Eppure, se possibile, questo momento storico pone una sfida ancora più difficile per le persone che sono affette da disabilità.
La fragilità che accomuna chi soffre di patologie fisiche e/o neurologiche, a qualunque livello, rende la realtà quotidiana di molti, in tempi di Coronavirus, ancora più ardua.
Disabili ai tempi della pandemia: alcune criticità da affrontare
Pensando alle persone disabili, uno degli esempi che vengono alla mente riguarda coloro che frequentano i centri diurni, in cui normalmente sono garantiti servizi essenziali di assistenza quali assistenza alla persona, attività formative e ricreative, nonché quelle legate alla riabilitazione.
Dai dati pubblicati recentemente da diverse associazioni che operano nel sociale e nelle attività di supporto ai soggetti disabili, emerge chiaramente che la funzionalità di queste strutture, a causa della pandemia, è ridotta di oltre il 50%, come conseguenza della presenza, più che dimezzata, degli operatori.
Se, da una parte, questo fenomeno è facilmente comprensibile, in quanto parte della dinamica generata dalla pandemia, dall’altra tantissime famiglie sono alle prese con una serie di problematiche aggiuntive a quelle già palesate con la disabilità di un familiare.
Come riportano le associazioni di parenti di persone disabili, il Coronavirus ha portato a galla diverse criticità che coinvolgono chi è portatore di un handicap motorio, intellettivo, oppure entrambi.
Il supporto delle strutture di assistenza, che già in precedenza si era rivelato insufficiente, è diminuito in modo esponenziale su tutto il territorio nazionale, privando anziani e disabili di una rete di sostegno indispensabile.
Uno dei risvolti della situazione attuale è il senso di abbandono, avvertito sia da parte dei familiari che dai pazienti stessi, i quali si sentono più soli e indifesi, poiché devono superare ostacoli aggiuntivi a quelli che la pandemia ha posto sulla strada delle vite di tutta la popolazione.
Anziani e pandemia: una questione delicata
Un’altra problematica che emerge dalla situazione pandemica attuale è legata alla condizione delle persone anziane, le quali sono tra i soggetti più fragili della società.
Gli anziani presentano una serie di criticità legate non solo all’età, ma anche alla condizione sociale e alla scarsità di relazioni quotidiane.
Molto spesso, le persone anziane faticano a deambulare, necessitano di ausili per camminare e, nel peggiore dei casi, non sono autosufficienti. Situazioni come queste portano un individuo a ripiegarsi su se stesso, soffrendo della propria condizione di dipendenza, che di fatto diminuisce le possibilità di interagire con gli altri e di condurre una vita piena, appagante e dinamica.
La pandemia ha aggravato il quotidiano delle persone anziane disabili, che si trovano ancora più isolate di prima, sia per la paura di contrarre il virus, sia per la scarsità di supporto da parte di strutture assistenziali, a loro volta in grave difficoltà logistiche, derivanti dalla carenza di personale e da casi quotidiani di infezione.
Pensando all’isolamento che ciascuno di noi ha vissuto nei mesi scorsi, e sta parzialmente affrontando anche in questo periodo, per una persona anziana, limitata nelle possibilità di comunicare con il mondo esterno in misura ancora maggiore, la pandemia rappresenta una sfida ingente.
Laddove una persona soffre di determinate patologie, inoltre, usufruire di servizi essenziali di assistenza costituisce una problematica ulteriore, nelle grandi città come nei piccoli centri, considerando che la pandemia ha impegnato molti reparti ospedalieri, per ovvie necessità legate alla predisposizione di aree di terapia intensiva per i malati.
Il distanziamento sociale e alcune categorie di disabili
Alcune categorie di persone che soffrono di determinate patologie sono particolarmente colpite dalle misure, peraltro indispensabili, che prevedono il distanziamento sociale e la riduzione dei contatti al minimo indispensabile.
Si tratta dei disabili affetti da menomazioni dell’udito e/o della vista, che incontrano grandi difficoltà a esprimersi con la mascherina e a comunicare con il mondo esterno.
Anche in questo caso, la sfida posta dalla pandemia incrementa le difficoltà quotidiane di non vedenti, ipovedenti e disabili psichici, i quali hanno costantemente bisogno del contatto umano e del supporto di persone care e operatori qualificati.
Un ostacolo ingente, a carico delle persone non udenti, è costituito dalla presenza di contatti solo telefonici, in caso di necessità.
A questo proposito, è di recente istituzione un’applicazione dedicata alle persone disabili che non possono sentire; si tratta di un’app implementata dalla Protezione Civile che consente anche ai non udenti di comunicare con gli operatori del numero verde, anche tramite un sms.
Pandemia e disabili: altre problematiche di ordine quotidiano
Può accadere che, se non ci si trova a contatto diretto con una determinata realtà, le persone tendano a non darvi peso. É il caso della raccolta dei tamponi ai Drive In nei principali centri urbani; tale modalità di accesso è considerata, dalle famiglie di molte persone disabili, traumatica e invasiva. Per tale motivo, molti parenti di soggetti affetti da patologie neurologiche hanno presentato numerose istanze alle Autorità competenti, volte alla richiesta di metodologie di screening dedicate alle persone con disabilità.
Questi sono solo alcuni esempi delle difficoltà che le persone disabili si trovano ad affrontare in questo periodo, ma siamo fiduciosi che, un po’ grazie alla sensibilità e all’impegno delle istituzioni e di molti cittadini per trovare soluzioni, un po’ grazie all’avanzare della campagna vaccinale, la situazione potrà presto volgere al meglio.



