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Assistenti Vocali per gli anziani: come la tecnologia può aiutare la terza età

Assistenti Vocali per gli anziani: come la tecnologia può aiutare la terza età

Introduzione

Quando si parla di recente tecnologia è abbastanza usuale presumere come il target dei destinatari sia quello delle fasce di utenti più giovani, le cose però non stanno così e in definitiva tale visione è errata proprio perché parziale.

La verità, infatti, è che oggigiorno le tecnologie a uso e consumo degli anziani, in particolar modo di quelli con un’età superiore ai 60 anni, sono in continuo aumento e soprattutto vengono utilizzate con maggiore consapevolezza dal momento che i risultati ottenibili in termini di qualità della vita sono evidenti e riconosciuti come tali anche dagli stessi interessati.

Tra le tecnologie maggiormente apprezzate dalla suddetta categoria di persone vi sono gli assistenti vocali.

Ma in che modo questi strumenti possono configurarsi per offrire un supporto alle persone  nella terza età e sono davvero funzionali o si tratta di puro e semplice marketing?

Scopriamolo.

Che cos’è un assistente vocale?

Prima di scoprire quali siano i suoi reali benefici in relazione agli anziani occorre comprendere di cosa si sta parlando o, in altre parole, cos’è un assistente vocale?

Un assistente vocale è essenzialmente uno strumento composto da una parte hardware che rappresenta il prodotto stesso e da una parte software che ne espleta il funzionamento.

Grazie all’intelligenza artificiale che ne consente le dinamiche operative, tali strumenti comandabili tramite voce possono interagire con il loro possessore imparando a plasmarsi sulle sue richieste sino a diventare un compagno insostituibile per la vita di tutti i giorni.

Ma qual è la loro effettiva utilità?

Cosa consente di fare un assistente vocale?

Ovvio come essendo l’argomento focalizzato sulla fascia degli anziani, la sua operatività e le sue funzionalità diventano due fattori di rilevanza assoluta.

Certamente lo si può usare per sostenere delle brevi conversazioni rese, tra le altre cose, del tutto naturali grazie al continuo apprendimento dell’intelligenza artificiale.

Già solo questo aspetto riuscirebbe a vincere anche le più forti ritrosie in fatto di tecnologia da parte dell’anziano, ma in realtà lo spettro di attività eseguibili tramite assistente vocale è molto più ampio.

Comandare la smart tv, ascoltare musica, determinare specifici orari, effettuare acquisti sulle principali piattaforme, controllare le luci laddove la domotica risulti essere presente in casa, porre domande o curiosità su uno specifico argomento e molto altro ancora.

Il grande merito degli assistenti vocali è quello di essere degli strumenti polivalenti e la suddetta considerazione la si può estendere anche ad altri ambiti, come quello della salute.

Quante volte capita che un anziano abbia necessità di assumere un determinato medicinale a una certa ora? In tali situazioni ricorrere a un assistente vocale può essere senza alcun dubbio utile come funzione di promemoria.

Tutte le funzionalità appena enunciate, però, potrebbero sembrare più che altro una dimostrazione di forza fine a se sessa piuttosto che un esempio chiaro ed evidente su come il benessere psicofisico degli anziani possa e debba passare anche mediante la tecnologia.

Ecco allora che la domanda da porsi è: gli assistenti vocali che impatto hanno sulla vita di tutti giorni di un anziano? Vediamolo insieme.

Assistenti vocali e anziani: un connubio vincente?

Un recente studio dell’EngageMinds HUB dell’Università Cattolica di Roma ha messo in evidenza come la fascia di anziani con un’età compresa tra i 60 e gli 85 anni abbia effettivamente ottenuto un miglioramento del proprio benessere psicofisico grazie agli assistenti vocali.

Certamente il campione preso in considerazione era esiguo, 60 persone, tuttavia è fortemente indicativo riguardo un preciso trend che oggigiorno vede gli anziani e la tecnologia due mondi tra cui le opportunità di dialogo reciproco sono sempre più fitte e profonde.

Oltre al fatto che circa il 75% dei partecipanti ha dichiarato di aver avuto modo di appurare personalmente un incremento del proprio benessere, l’aspetto principale su cui concentrarsi è quello relativo all’usabilità.

Si è detto come le attività che è possibile svolgere mediante un comune assistente vocale siano innumerevoli, tuttavia il timore di non sapere bene come approcciarsi a uno strumento in fondo lontano e non figlio dei propri tempi avrebbe potuto rappresentare un ostacolo decisivo per gli anziani. Le cose, però, sono andate in tutt’altra direzione.

È emerso anzi come la presenza dei comandi vocali rappresenti per le persone più anziane un incentivo di utilizzo poiché grazie all’intelligenza artificiale è possibile instaurare dei dialoghi quanto più simili al parlato quotidiano.

E in tal senso vanno proprio inquadrate le dichiarazioni dei partecipanti allo studio le quali riportano come nelle settimane successive l’uso giornaliero di un assistente vocale li ha aiutati a combattere la solitudine e a trovare dei modi innovativi per trascorrere il tempo tra ricerche di aneddoti e curiosità, riproduzione di musica e lettura di audiolibri.

È soprattutto su questo campo che si gioca il futuro degli assistenti vocali in relazione alla terza età e dal momento che la pressoché totalità dei soggetti ha affermato senza alcun dubbio che ne consiglierebbe uno a un proprio caro o a un amico, si può certamente dire che lo scopo finale dello studio sia stato raggiunto appieno.

Assistenti vocali e anziani: quale futuro?

L’affermata realtà web Statista ha appurato come nel 2020 gli assistenti vocali presenti nel mondo erano poco più di 4.2 miliardi, cifra destinata a raddoppiare nei prossimi 3 anni.

Tale indicazione potrebbe essere presa per quello che è, null’altro che una dimostrazione di come l’universo digitale e gli strumenti che lo compongono stiano subendo un’esponenziale crescita frutto del cambiamento dei tempi, ma per quel che riguarda gli anziani?

Il tema è molto più complesso di quanto si creda, poiché sono molti i fattori in gioco e le variabili da considerare. Certamente al di là dell’indubbia utilità degli assistenti vocali in ogni aspetto quotidiano, c’è da chiedersi se possano essere davvero delle risorse preziose per gli anziani.

Studi e ricerche come abbiamo visto dimostrano di sì e anzi mettono in luce con grande chiarezza come la maggior parte degli esponenti della terza età che ha avuto modo di sperimentare tali strumenti non se la sentirebbe di tornare indietro e di rinunciarvi.

Il futuro quindi in tal senso non può che mostrarsi benevolo sul legame sempre più stretto che si andrà a creare tra la categoria senior e la tecnologia, assistenti vocali in primis.

 

 

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