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La Banda Cittadina di Iseo presenta: Concerto di S.Stefano, 26/12/2017

A tutti i nostri clienti e visitatori della provincia di Brescia segnaliamo questo bellissimo evento di cui abbiamo il piacere e l'onore di essere sponsor. La Banda Cittadina di Iseo presenta il Concerto di S. Stefano, un'occasione per passare una piacevole serata in musica nella suggestiva cornice del Lago d'Iseo in Franciacorta.

BAMBINI DISABILI: GIOCARE PER CRESCERE

Nella crescita di ogni bambino l’attività ludica ha una funzione importantissima.

Giocare equivale a crescere e imparare arricchendosi di nuove esperienze e raggiungendo obiettivi formativi peculiari per lo sviluppo dell’individuo.

Quando parliamo di gioco in questa sede non ci riferiamo solo al gioco strutturato, quindi pensato e progettato all’interno di un percorso formativo e scolastico, bensì anche al gioco libero, all’attività ludica espressa nella sua spontaneità che caratterizza le varie fasi dello sviluppo della persona.

Attraverso il gioco il bambino scarica le tensioni, esprime emozioni (come gioia, rabbia, frustrazione, gelosia, curiosità), apprende concetti e tematiche, sviluppa interazioni sociali con i pari.

Il diritto al gioco è un diritto universale e ogni bambino ha diritto di giocare; non può essere giustificabile quindi nessun tipo di discriminazione verso quei bambini che hanno qualche tipo di disabilità.

Sia che si parli di disabilità motoria, disabilità psichica o disabilità sensoriale, ogni bambino ha diritto al gioco e questo costituisce una realtà inviolabile.

Come nei bambini normodotati anche nei bambini disabili il ruolo del gioco ricopre le medesime importanti funzioni.

Esso infatti, oltre a quello già sopracitate, permette di comunicare, di astrarsi dalla realtà sviluppando la fantasia, di superare ostacoli e quindi di crescere.

Purtroppo quando vediamo una persona con qualche forma di handicap la prima (e forse unica cosa) su cui ci soffermiamo è “la parte mancante”, il “deficit”, trascurando così tutte le meravigliose caratteristiche individuali che ogni persona ha. Così, allo stesso modo, quando veniamo in contatto con un bambino disabile notiamo subito ciò che in lui manca senza considerare tutto il resto del suo potenziale.

Per un bambino disabile giocare è un bisogno fondamentale come lo è per tutti gli altri bambini.

Ma non si tratta di concepire qui il gioco in mera funzione terapeutica, bensì come attività spontanea che nasce dal bisogno intrinseco del bambino di mettersi in relazione con le persone, con le cose, con il mondo.

Quello che si vuole qui sottolineare è che il bambino disabile è capace, a suo modo, di giocare e ne ha bisogno come i bambini normodotati. La cosa importante è capire quali sono le modalità e i giocattoli più adatti alle diverse esigenze individuali.

Un po' come è accaduto negli ultimi decenni nel nostro settore, quello degli ausili alla mobilità, dove le aziende hanno studiato e perfezionato ausili come i montascale per disabili, gli elevatori per disabili e così via, anche per quanto riguarda il settore ludico il mercato ha fatto importanti passi avanti. Infatti a seconda del diverso tipo di disabilità (e di abilità) sono oggi disponibili sul mercato giocattoli e materiali ludici specificamente studiati per essere afferrati con facilità (pensiamo a chi ha delle difficoltà motorie), per essere utilizzate dai non vedenti o ipovedenti (come ad esempio le carte da gioco in Breil), o che abbiano un sistema facilitato per essere azionati.

Per quei bambini che hanno difficoltà motorie gravi o devono muoversi in carrozzina il primo ostacolo che si può presentare è rappresentato dalla postura. Esistono oggi in commercio dei piani di appoggio da attaccare alla sedia dove il bambino può disegnare o manipolare materiali e appoggiare oggetti (magari predisposti di ventosa in modo che non cadano a causa di movimenti involontari).

I pedagogisti sottolineano come nella prima fase di sviluppo del bambino siano di fondamentale importanza i giochi causa effetto perché preparano quei requisiti necessari per lo sviluppo delle competenze comunicative. E’ possibile laddove vi siano delle difficoltà motorie o deficit sensoriali predisporre dei sensori esplorabili con il tatto (come ad esempio dei pulsanti ricoperti da bottoni di stoffa imbottiti).

Teniamo dunque conto di alcune variabili quando predisponiamo un setting di gioco (spontaneo o guidato) per bambini disabili:

-la scelta dei materiali e dei giocattoli;

-la postura del bambino;

-lo spazio dove si svolgerà l’attività ludica (sia che si tratti di un’attività guidata che di gioco spontaneo);

-la postura del bambino ed eventuali ausili indispensabili allo svolgimento dell’attività;

-il ruolo degli altri partecipanti al gioco.

Per quanto riguarda quest’ultimo punto ricordiamo che l’attività ludica è uno dei modi privilegiati per conoscere il mondo ed entrare in relazione con il gruppo dei pari al fine di sviluppare rapporti interpersonali autentici e di valore.

Una casa da vivere: il nuovo paradigma dell'accessibilità

Oltre l'abbattimento delle barriere architettoniche|Nuove frontiere di vita

Parliamo spesso di temi importanti quali ad esempio l’abbattimento delle barriere architettoniche, l’“accessibilità”, l’“inclusione”.
Alla base delle riflessioni che vengono fatte e delle ricerche che indagano i meccanismi di questi processi sta il desiderio di trovare la soluzione, se così si può definire, al più grande problema che sta al vertice della questione, cioè la possibilità di modificare e creare condizioni e luoghi alla portata di tutti.
Il termine “accessibilità” rimanda erroneamente all’idea di qualcosa che permette a chi ha un deficit di poter appunto “accedere” ad un luogo, il che non è sostanzialmente scorretto, ma rimane comunque non esaustivo. L’accessibilità è destinata a tutta la popolazione: chiunque, in un dato luogo o periodo (e per qualsiasi esigenza) deve avere la possibilità di accedere a qualunque luogo e opportunità.
Abbiamo più volte sottolineato quanto l’abbattimento delle barriere architettoniche sia fondamentale per la piena inclusività di tutti e in particolar modo ci siamo spesso soffermati a parlare di quelle fasce di popolazione più deboli come gli anziani e le persone disabili.
La tecnologia oggi ci permette infatti di avere a disposizione ausili per disabili e ausili per anziani mirati ad ogni esigenza particolare; ne sono esempio i montascale presenti negli edifici pubblici e nelle case private (come i montascale a poltrona per anziani o i montascale a pedana utili al trasporto di carrozzine), ma anche gli ascensori per disabili o i solleva persone.
Non ci dilungheremo qui nella descrizione di questi ausili perché quello che ci preme in questa breve riflessione è distanziarci per un attimo dalla classica distinzione “abile” o “diversamente abile” o “disabile” per pensare ad un concetto più ampio di accessibilità, ovvero alla possibilità di “costruire” o “reinterpretare” l’ambiente casa rendendolo su misura ad ogni tipo di esigenza.
La cosiddetta “casa facile” ricopre il concetto moderno di un’abitazione pensata per essere vissuta a pieno e “comandata” dalla persona che la progetta sulla base delle proprie capacità e, nel caso si tratti di una persona anziana o disabile, sulle proprie abilità residue.
Si tratta di un concetto molto ampio dove l’utilità trova il giusto equilibrio con la comodità.
La scienza e la tecnica, in particolar modo la domotica, stanno facendo passi da gigante in questo settore e ben presto la “casa facile” potrebbe essere alla portata di tutti.
Quello che ci preme sottolineare è l’ampiezza del progetto, cioè l’idea che la casa accessibile non sia semplicemente una casa dove sia stato montato un montascale a poltrona per anziani perché proprio non se ne poteva più fare a meno, oppure un bagno dove sia stata installata una vasca con porta per un anziano con difficoltà motorie, ma tutto l’insieme di ausili, meccanismi e congegni pensati per rendere la propria abitazione comoda e sfruttabile al massimo delle sue potenzialità.

Montascale e Soluzioni per la mobilità - Iseo, BS: si è tenuto nel bresciano il meeting delle partecipate

Nella suggestiva cornice del Lago d'Iseo in provincia di BRESCIA si è tenuto il meeting delle aziende affiliate partecipate del Gruppo Centaurus Rete Italia. A fare gli onori di casa erano presenti fra gli altri la dott.ssa Francesca Ungaro, a.d. del Gruppo, il dott. Andrea Schieppati e il fondatore Luigi Ungaro, per un'intera giornata ricca di interventi, formazione e scambi di idee.

Dalla Toscana è giunto Gianfranco Barbetta in rappresentanza di ONE srl, dall'Emilia Romagna Oscar Ferrari titolare di Casa Facile srl, dalla Sardegna Eleva System rappresentata dal dott. Maurizio Tosi, e poi ancora in rappresentanza di CST Montascale il direttore tecnico Gino Lucchini e il geom. Ermes Casanova.

Si è parlato molto delle novità del settore, di prodotti innovativi, di soluzioni per la mobilità a tutto tondo, dai classici montascale ai moderni mobility scooter fino ai prodotti più innovativi che rappresentano le ultimissime tendenze in termini di ricerca ingegneristica.

La partecipazione è stata viva e generosa come di consueto, tanto che uno spettatore non abituato potrebbe rimanere sorpreso nel vedere questi grandi professionisti di esperienza pluridecennale partecipare e condividere le proprie conoscenze con l'entusiasmo di ragazzini, ma tutto ciò non sorprende affatto chiunque abbia conosciuto il Gruppo Centaurus Rete Italia e ne conosca già la filosofia aziendale e il modus operandi: in un settore complesso, delicato e multisfaccettato come quello dell'abbattimento delle barriere architettoniche, Centaurus Rete Italia si contraddistingue nettamente non solo per essere il primo grande gruppo multimarca nel nostro Paese, ma anche e soprattutto per quell'impronta di solida competenza tecnica, e per le doti di entusiasmo, di onestà come pane quotidiano e di partecipazione comune come principio fondante che sono richieste a tutti gli affiliati e che sono solidamente scolpite nel DNA del Gruppo.

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